Viva Cristo Re!
Centenario dell’epopea cristera a Roma
Roma commemorerà il centenario della Cristiada con il Congresso Internazionale «Viva Cristo Re! — Centenario dell’epopea cristera»
Nel corso di tre giornate, accademici, ricercatori e discendenti dei protagonisti studieranno l’epopea cristera, il mondo religioso e sociale nel quale si formarono i suoi protagonisti e la testimonianza dei martiri messicani.
ROMA, settembre 2026. – Dal 7 al 9 ottobre 2026, Roma ospiterà il Congresso Internazionale «Viva Cristo Re! — Centenario dell’epopea cristera», una commemorazione accademica e spirituale del centenario della Cristiada organizzata dal Centro Cristianesimo e Società della Pontificia Università della Santa Croce, insieme alla Cátedra Anacleto González Flores. L’incontro riunirà accademici, ricercatori, discendenti dei protagonisti e partecipanti provenienti da diversi Paesi.
Il Congresso si inserisce nella commemorazione aperta dai vescovi del Messico, che il 31 luglio hanno invitato a vivere un «tempo di memoria grata e di discernimento ecclesiale». La prima giornata, «Negoziare la pace», studierà gli Arreglos del 1929, le difficili trattative che posero termine alla fase armata del conflitto e le loro conseguenze.
La seconda giornata, «La difesa della fede a partire dalla devozione», presterà particolare attenzione al mondo religioso e sociale nel quale si formarono i suoi protagonisti: la famiglia, le parrocchie, le associazioni cattoliche, le congregazioni religiose, l’educazione cattolica e la formazione del laicato, nonché la risposta organizzata volta a mettere in pratica gli insegnamenti sociali della Rerum Novarum. Gli esercizi spirituali e le devozioni a Cristo Re, al Sacro Cuore di Gesù e a Nostra Signora di Guadalupe facevano parte di questo ecosistema religioso e sociale.
Il 9 ottobre, terza e ultima giornata del Congresso, la riflessione si concentrerà su «Il significato del martirio» e sulla testimonianza dei martiri messicani. Le sessioni affronteranno una domanda centrale: che cosa significa essere martire?Il martire cristiano non è semplicemente una vittima innocente della violenza: martire significa testimone, colui che rende testimonianza a Cristo anche quando tale testimonianza richiede il dono della propria vita.
La domanda ha acquisito una particolare attualità dopo la celebrazione di San Gennaro a Napoli il 19 settembre, durante la quale è stato espresso l’auspicio che il prossimo anno l’unico sangue che scorra sia quello del santo e non quello delle vittime delle guerre e della violenza. L’immagine conduce al cuore della riflessione: che cosa rende il sangue versato sangue martiriale? Il martirio cristiano è, anzitutto, testimonianza di Cristo.
Come parte della commemorazione, arriverà dal Messico una selezione di reliquie, libri antichi, opere che conservano testimonianze familiari e oggetti devozionali legati alla persecuzione religiosa e all’epoca cristera. Il programma comprenderà inoltre la partecipazione all’Udienza Generale del Santo Padre, mettendo in dialogo l’esperienza dei cattolici messicani con la memoria universale del martirio cristiano.
Sulla Cátedra Anacleto González Flores: iniziativa accademica dedicata a recuperare, studiare e trasmettere il patrimonio storico, spirituale e culturale legato ad Anacleto González Flores e al cattolicesimo messicano dell’epoca cristera.
Contatto stampa:
Amado Martín Vázquez Martínez
Sito web / Maggiori informazioni: anacletus.org